In evidenza 

In 31 scendono dal Pd e salgono sul treno di Calenda. Ora il partito è più a sinistra e dice addio al ruolo di sintesi per cui è nato

In molti leggono questo abbandono con trasferimento in blocco nelle fila di “Azione”, così come l’entrata di Luca Pastorino nel Pd avvenuta pochi giorni fa, come manovre in vista delle Regionali da inquadrare anche nel contesto della conflittualità tra aree (e qualche volta, in campo locale, persino all’interno delle macroaree nazionali) nel Partito Democratico genovese. Pippo Rossetti, consigliere (e per un periodo anche assessore) in via Fieschi dal 2010, non avrebbe probabilmente avuto la deroga per candidarsi a un ulteriore mandato. Lo seguono la consigliera comunale ed ex capogruppo Cristina Lodi, sei consiglieri municipali e vari attivisti, per un totale di 31 persone

Così il Pd sta un po’ più a sinistra, perdendo il senso del tentativo costituente di fare sintesi tra i riformisti, il motivo per cui nel 2007 Ds e Margherita hanno indossato il comune vestito del Partito Democratico rimanendo però, come è ormai evidente e non solo a Genova, due anime separate.

Si connota, con l’ampio bagaglio di voti di Rossetti e di Lodi (che un po’ saranno contenuti per via dell’uscita dalla casa Pd, ma potranno, paradossalmente per lo stesso motivo, essere aumentati da chi non li indicava come preferenza proprio perché sotto il cappello Dem), un consistente rinforzo dell’area centrista utile al disegno di un terzo polo distillato da entrambi i poli che diventerebbe reale ago della bilancia alle Regionali e anche alle Comunali, quando il centrodestra perderà il forte traino di Marco Bucci, non candidabile per legge al terzo mandato. Secondo paradosso possibile di questo strappo a sinistra: con l’abbandono del Pd da parte di una buona parte dei centristi (non di tutti, però, tanto che restano, ad esempio, il presidente del Municipio Valpolcevera Federico Romeo e il consigliere Municipale del Centro Ovest Amedeo Lucia), chi con Renzi, chi con Calenda, il Partito Democratico potrebbe convincere parte dell’ampio “non voto” che lascia campo alla vittoria del centrodestra a tornare alle urne. Magari con la forza di imporre agli alleati un candidato proprio per la presidenza della Regione.

Nell’ambito del Partito Democratico c’è chi si dice stupito della decisione dei trentuno, ma i più sostengono che l’ennesima divisione (dopo la fuoriuscita dei renziani e quella dei bersaniani) fosse nell’aria da tempo, a causa della forte conflittualità interna, una costante del partito che da molti è letta come la debolezza che ha aperto le porte del governo della città alla destra. Nessuno, però, si aspettava che fosse oggi. Tutti sapevano che sarebbe stata prima delle elezioni Regionali del 2025, ma pensavano che sarebbe avvenuta dopo le Europee previste nel giugno 2024.

Ecco la lettera dei trentuno

Le sottoscritte e i sottoscritti dirigenti, elette/eletti e/o candidate/i nelle liste del PD genovese sono ormai convinte e convinti che il Partito Democratico abbia consumato lo scopo per cui era nato: fare sintesi e costruire una nuova grande forza politica che riunisse gli storici riformismi italiani.

L’ultimo Congresso nazionale è stato l’epilogo di un percorso nato con la scissione dei compagni di Articolo Uno a cui ha fatto seguito l’uscita del gruppo renziano. La legittima e chiara vittoria alla segreteria di Elly Schlein ha palesato la volontà di ricostruire un partito che riunisca, dopo tante divisioni, le realtà che da sinistra non erano mai entrate o via via erano uscite. Una polarizzazione non tattica ma culturale. La messa in discussione del Manifesto del 2007 segna in modo netto e legittima il cambiamento, il superamento dell’obiettivo storico del PD e fa nascere una nuova stagione, un nuovo Partito con una netta svolta a sinistra, in cui viene sostanzialmente negato il processo articolato e faticoso, anche contraddittorio, del riformismo messo in campo negli ultimi dieci anni. L’unica regione in cui gli iscritti hanno votato come il popolo delle primarie è la Liguria. Non casualmente. Da tempo lamentiamo che il PD in cui credevano, quello plurale, a Genova e in Liguria ha scelto alleanze e ha espresso posizioni tese a ricondurre il partito a mondi sociali e politici estranei al PD. Questa impostazione è causa di allontanamento di iscritte e iscritti, elettrici ed elettori ed ha aumentato la conflittualità interna e ha fatto perdere   connessioni con mondi sociali, economici e culturali che non  si riconoscono in questo PD. Questa trasformazione non ci fa più sentire a casa nè ci consente di percorrere una strada che non è la nostra, anzi, ci sembra di poterne rappresentare solo un intralcio e di essere sempre voce dissonante in un partito in cerca di identità. Scegliamo di uscire dal Partito per rispetto della comunità che rappresenta, ma anche in rispetto ai principi e ai valori che sono alla base del nostro impegno politico. E’ il momento di agire con coraggio e aderire al progetto riformista di Azione con Carlo Calenda. Partito che fonda le proprie radici nella Costituzione, che non media per forza con il populismo dilagante, che sa e vuole mettere al centro la politica del cambiamento, persegue lo sviluppo e il benessere delle persone, insieme alla crescita economica e alla valorizzazione dell’ambiente. Con la stessa passione di sempre vogliamo contribuire a sviluppare una proposta politica rivolta a chi non si sente più rappresentato dal PD, ma che è contro l’estrema destra di governo; vogliamo continuare – con  serietà, competenza e coerenza – a fare proposte e offrire soluzioni alternative al governo locale e nazionale tese ad allargare una coalizione che non ci condanni ogni volta a scegliere sempre il male minore. Rimaniamo fermi e determinati nell’opposizione all’attuale governo genovese e ligure, sempre più convinti che il binomio Bucci – Toti non sia foriero di benessere e sviluppo della nostra terra. Scegliamo di entrare a far parte della famiglia di Azione, il cui posizionamento è di netta opposizione rispetto all’attuale Governo nazionale. Azione è fortemente impegnata a sviluppare una concreta progettualità che unisca tutti i riformismi alternativi alle destre e al populismo e riapra e dia prospettive alle grandi questioni sociali del Paese: il lavoro, la sanità, la scuola, la transizione energetica. Un partito vocato a offrire idee e soluzioni, che coniuga i diritti con i doveri, fermo sulla scelta europeista ed atlantista, nel radicato anti fascismo e che difende quanto le nostre madri e i nostri padri hanno, a suo tempo, conquistato. Azione ci ha convinto perché è il riferimento dei mondi economici, culturali e sociali che, a destra e a sinistra, non trovano per ora interlocuzione e rappresentanza.

 

Michela Alessio (direzione provinciale PD, consigliera municipale)

Manuel Aragundi (consigliere municipale) 

Dario Bagnasco (candidato lista PD)

Maria Luisa Belgrano (direzione provinciale PD, già consigliere municipale)

Carlo Berrino (assemblea regionale PD)

Laura Boldi (candidata lista PD)

Pasqualina Calisi (assemblea regionale PD, segreteria provinciale PD)

Maria Luisa Centofanti (assemblea provinciale e regionale PD, già assessore municipio), 

Massimiliano Marotta (consigliere municipale)

Monita De Ambrosi (candidata lista PD)

Rita De Plano (assemblea provinciale PD)

Fabio Ferrari (candidato lista PD) 

Nicola Fonsa (assemblea provinciale PD, candidato liste PD),

Giovanni Inguglia (assemblea regionale PD, candidato lista PD)

Paolo Insogna  (candidato lista PD)

Cristina Lodi (assemblea nazionale PD, consigliera comunale)

Maria Antonietta Menchise (assemblea regionale) 

Antonio Marani (già assessore di Municipio)

Fabrizio Maranini (direzione provinciale PD, candidato lista PD)

Domenico Morabito (consigliere municipale )

Aldo Moretti (assemblea regionale PD)

Paolo Ottonello (ex sindaco di Masone)

Paola Perfumo (consigliera municipale) 

Marco Pinna (già consigliere municipale)

Antonio Revello (assemblea regionale PD, già assessore Camogli)

Sergio Rossetti (consigliere regionale)

Patricia Rossi Rodriguez (assemblea provinciale PD) 

Antonella Rossini (assemblea provinciale PD)

Giovanni Sacco (candidato lista PD)

Rinaldo Sironi (commissione di garanzia regionale PD) 

Michele Versace (consigliere municipale).

Related posts